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Carissimi,
spero che questa mia vi giunga prima del mio rientro estivo, temporaneo in Italia. Infatti sarò a Bari per il 5 di giugno, e mi tratterò in Italia fino alla fine di luglio, Dio volendo quando rientrerò a Campala per reiniziare l'anno scolastico.
Non sono queste mie delle vacanze estive, ma solo una parentesi lavorativa, sempre in vista di quanto sto svolgendo qui anche con il vostro supporto.
Ringraziando Dio, l'anno scolastico a Jingia e a St.Mbaaga è finito bene come pure il primo trimestre delle scuole pubbliche frequentate dagli orfani; ed i risultati sono nel complesso soddisfacenti: quelli dei ragazzi di Bbiina seguiti da più tempo sono stati più postivi degli altri però si cercherà di migliorare sempre.
Spiritualmente c'è stata una crescita notevole, grazie alle cure delle persone incaricate dei ragazzi. Chiaramente accanto alle gioie ci sono stati momenti di sofferenza. Infatti nella casa divina ho dovuto allontanare la persona incaricata per gravi motivi morali, però ella è stata sostituita da due altre che appartengono al rinnovamento dello spirito, pregano in modo sincero ed equilibrato, e con la loro presenza la vita spirituale e materiale dei ragazzi è totalmente mutata; ne fa fede l'abitazione che si presenta pulita in ordine, di essa i ragazzi ne sono orgogliosi, ed i risultati scolastici soddisfacenti.
Inoltre essendo l'edificio situato vicino alla stazione di radio Maria, partecipano al rosario ed alla Santa Messa, dando una bella testimonianza.
Anche a Makjndje si è resa necessaria una sostituzione, in quanto la mamma incaricata estorceva a mia insaputa del denaro dagli orfani o dai loro parenti, per accoglierli nella casa, obbligando i ragazzi a non dirmi nulla fino all'espulsione.
Ho scoperto questo ed altri imbrogli, e lei ha preferito andare via per evitare a se stessa problemi ed accuse giudiziarie. Continuo però a sostenere i suoi fratelli bisognosi. Ella è stata sostituita da un ex seminarista comboniano e da un'altra mamma più matura di età in cambio di un aiuto ai suoi figlioli più piccolo. Questo dice che è più difficile trovare delle persone che siano più adatte a questo servizio che trovare i fondi per aiutare gli orfani.
Abbiamo rimandato in famiglia circa dodici ragazzi/ze, con l'impegno di continuare a sostenerli nella scuola. Le nostre case sono case aperte che accolgono solo i ragazzi senza una famiglia capaci di ospitarli, gli altri appena possibile o se le circostanze lo permettono li rimandiamo a casa. Prima di rimandare qualunque dei ragazzi a casa, ci si accerta che la famiglia sia in grado di mantenerli, e sia disposto ad accoglierli, in quanto non è quella dei genitori naturali, ma di altre figure genitoriali come gli zii, i nonni, i patrigni o le matrigne.
Il posto lasciato non rimane vuoto infatti è stato già riempito da altri. Per di più si aiutano direttamente nelle case i ragazzi rimasti completamente soli purchè siano sostituiti da qualcuno, per esempio i vicini e desiderino rimanere là.
Quindi il totale dei ragazzi da me sostenuti fino ad ora sono circa settantacinque; in questo numero non rientrano sia le trenta adozioni a distanza sia gli altri quaranta ragazzi di strada che vi ho presentato lo scorso anno e che ora sono ospitati nel centro in costruzione vicino Kampala.
Sono stato a visitare anche quest'ultimi ed essi mi considerano un loro papà diversi tra i più piccoli hanno espresso il desiderio di venire nella casa di Makjndje cosa che ho dovuto rifiutare per evitare difficoltà con gli altri padri incaricati. Al ritorno dall'Italia spero di poter accogliere ed aiutare cento orfani a rischio.
La difficoltà maggiore è quella di reperire delle persone che lavorino con gli orfani non come un impiego, o per soldi soltanto, ma per vocazione come un servizio. Questa rimane la cosa più difficile c'è bisogno della grazia di Dio.
Una delle ragioni per cui gli orfani diventano "ragazzi di strada", e forse la maggiore, è la perdita della mamma naturale in quanto che la figura materna che la sostituisce spesso non è stabile o forte abbastanza (nonna, sorella, zia), o discrimina facilmente tra i propri figli naturali, e gli altri acquisiti (matrigna compagna del padre, zia).
Allora, io mi chiedo perché non assicurare alla mamma, magari già vedova, e sieropositiva con figli ancor piccoli, la cura retrovirale di base che le permetta di vivere almeno fino a quando il primo/a dei figli ha superato l'età scolare primaria e può prendersi cura degli altri in modo effettivo?
Parlo alla luce di esperienze concrete, ho potuto constatare che il costo è certamente inferiore che mantenere degli orfani o recuperare dei ragazzi di strada. Non so però quanti potranno accogliere questa idea, ma diversi dottori o altri operatori sociali con cui ho parlato in Uganda l'hanno definita fattibile. Infatti ha scoperto di essere sieropositiva non si è disperata anche se ha dei bambini piccoli e non può contare sui parenti perché è stata assicurata che sarà aiutata. Infatti molte donne diverse rifiutano di farsi analizzare per non cadere nella disperazione.
Il sorriso dei ragazzi ed il loro amore e l'affetto come ad un padre compensa di tante vicissitudini e di disillusioni che si incontrano. Lavorando per aiutare gli orfani o i ragazzi di strada ho avuto modo di scoprire tante sopraffazioni o corruzioni.
Per esempio le autorità locali per approvare la nostra Onlus di famigli d'Africa a Kampala hanno preteso sottobanco più di mille euro. Questo riconoscimento legale è necessario per non essere scoperti in caso di bisogno sia a livello giudiziario che legale.
La nostra attività è già stata apprezzata dal cardinale di Kampala di cui allego la lettera di raccomandazione e dall'ambasciata italiana a Kampala. La nostra attività di missionari a favore dei poveri non ha prezzo ed è per questo che noi missionari rimaniamo sorpresi dall'impegno con cui le ambasciate si fanno premura di iscriverci all'elenco degli italiani all'estero che ci priva automaticamente sia dell'assistenza medica al nostro rientro qui in Italia che sia superiore ai tre mesi come pure della pensione sociale.
Questi stessi rappresentanti di questo governo fanno poi discorsi altisonanti quando uno di noi è ucciso o muore a causa del lavoro svolto e si gloriano a nome dell'Italia per l'opera umanitaria che noi svolgiamo.
Quante volte ci ho pensato quando ho scoperto che diversi dei miei ragazzi hanno contagiato la sifilide dai loro genitori o sono vissuti per molto tempo con genitori malati di aids e si teme che siano stati infettati anche loro.
Quando si scoprono tante meschinità si avrebbe la tentazione di lasciare andare, di abbandonare, però la " lirica" dell'amore puro, dell'amore che non assapora neanche la soddisfazione del bene che si compie, dell'amore verso un Gesù che talvolta sembra rimanere " muto" o per i fatti suoi, pur essendo lui l'interlocutore fondamentale della nostra vita, ti fa andare avanti. Se si aiutano gli altri per amore degli altri, si può rimanere delusi, ma se gli si aiuta lasciandosi andare all'ebrezza del soffio dello spirito, lasciandosi guidare quasi in modo passivo, morendo nel lavoro che si fa, non si rimane delusi: "siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto c'era stato assegnato".
Ma questo gli ambasciatori di questo governo non lo possono capire , come i funzionari delle ambasciate, che sono qui per lavorare.... (perdonatemi la verità ma a che serve nascondermi).
La nostra comunità comboniana va bene, ci si aiuta l'uno con l'altro infatti il padre Agostoni mi è venuto incontro nell'aiutarmi per il riconoscimento dell'associazione famiglia d'Africa a livello locale ed il padre John ci rappresenta nell'altro gruppo dei ragazzi di strada quello di cui io facevo parte lo scorso anno, e che noi sosteniamo come comunità. Si sente il bisogno di lavorare insieme e di comunicarci il lavoro svolto, e si sopportano le reciproche debolezze.
Vi invito per il 28 giugno alle ore 19 per un incontro e messa ai comboniani di Bari, via Giulio Petroni, 103. Spero inoltre di poter incontrare soprattutto in luglio i gruppi fuori Bari.
Il mio numero di telefonino in Italia non è cambiato 347/7932185.
Vi ringrazio sempre di tutto, vi salutano tutti i ragazzi soprattutto quelli che avete già adottato. A presto, con tutto l'affetto possibile ed assicurandovi che vi ho sempre ricordato nella preghiera soprattutto coloro che si sono affidati nella Santa Messa.
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